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Freecom pubblica “Orso Bianco Stanco”, primo disco di Dennis “Pasta” Segat


Un’autentica dichiarazione d’amore nei confronti del rock e delle sue sonorità

È uscito il 31 gennaio “Orso Bianco Stanco”, il disco d’esordio di Dennis Segat, in arte Pasta. L’album contiene 10 tracce che costituiscono un’autentica dichiarazione d’amore nei confronti del rock e delle sue sonorità. La batteria, strumento che Pasta insegna in scuole e associazioni musicali del Veneto, la fa da padrone, imprescindibile sostegno ritmico ai testi inediti firmati dallo stesso Segat. “È partito tutto da lì”, dichiara Pasta, “Mike Portnoy dei Dream Theater è solo uno dei miei punti di riferimento. Ma probabilmente nel mio album rientrano maggiormente le influenze di Smashing Pumpkins, Muse, Green Day e del rock anni ’90. Non amo la musica troppo strana, preferisco scrivere canzoni orecchiabili”.

Pasta ha composto per tutti gli strumenti, che poi ha fatto registrare agli amici. Il cantautore apprezza molto anche il rock italiano: “Subsonica tantissimo, così come i Bluvertigo. Anche Max Gazzè, che apprezzo ancora. Non disdegno Ligabue, Vasco e Jovanotti, artisti di cui ho suonato cover per anni”.

L’orso bianco sulla cover dell’album simboleggia il desiderio di tornare a uno stato di natura, una natura che l’uomo e i cambiamenti climatici hanno irrimediabilmente compromesso e devastato. Si fa portavoce dell’urlo disperato degli animali selvatici che rivogliono il loro spazio e degli uomini, che si rifugiano nel bosco per fuggire da un sistema fallito (“suono e vivo in maniera semplice per non pensare al male che mi circonda. Il titolo dell’album invece deriva da un cappello a forma di orso bianco che avevo in auto”).

Al pessimismo di fondo fa da contraltare la necessità di sorridere e di portare avanti le proprie passioni, nonostante tutto. La libertà interiore, la bellezza, la spiritualità vanno cercate e difese con forza, senza compromessi e senza scuse.

Pasta è socio Doc Servizi: “Nel 2012 mi sono iscritto per la necessità tecnica di fatturare. Insegnando musica, ho preferito evitare l’apertura della partita iva ed entrare in Doc. Da quando sono entrato ho capito che ci sono un sacco di opportunità. É una grande famiglia. Ho trovato l’ambiente giusto per lavorare bene avendo diritti e vantaggi. Il disco è uscito con Freecom, l’etichetta di Doc, che mi ha aiutato per questioni burocratiche e molto altro”.